ITA: una riflessione sul nome, sul marchio e sulla livrea.

Il nome: per chi conosce il latino “ita” è il participio passato del verbo andare (ire). E significa letteralmente “andata”. In molte regioni del centro Italia, ancora oggi il termine “ita” indica qualcosa di andato a male… “è ita” sta per “è passata”, “ha fatto il suo tempo”.
Nel paese di “Volare” perché non chiamare la nuova compagnia con il titolo di una delle canzoni italiane più conosciute al mondo? Branding gratuito per sempre ma evidentemente troppo difficile arrivarci.
Il marchio: c’è poco da dire. Il celeberrimo marchio Alitalia che porta con sé un carico di storia e di emozioni è stato (giustamente) valutato- e poi acquistato da Ita- per 90 milioni di euro. Nonostante ciò, utilizzeranno il nuovo marchio, sul quale esprimere pareri sarebbe come sparare sulla croce rossa. Una considerazione su tutte: la scritta AIRWAYS in font Futura (o simil-Futura) con tutti quegli spigoli non ha nulla a che vedere con “l’Italianità” che vorrebbe esprimere oltre a non incastrarsi per nulla con la scritta ITA.
Molto bella invece la buona livrea. L’azzurro nazionale (che per chi non lo sapesse è retaggio dello stemma araldico dei Savoia) con sulla coda un bellissimo tricolore obliquo, crea una linea moderna e agile che ben si coniuga con il nuovo (speriamo) corso della compagnia di bandiera.
© Angelo Fragliasso

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