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Alta fotografia: raw a 12 o 14 bit?

Alta fotografia: raw a 12 o 14 bit?

La nostra fotocamera digitale, di qualsiasi tipo, produce immagini RGB. Il sistema RGB prevede un sensore composto da pixel rossi, verdi, blu. Ognuno di questi colori ha un proprio “canale”, se scattiamo impostando la fotocamera a 12bit, essa registrerĂ  4,096 colori per ogni canale. Quindi ci saranno 4,096 rossi diversi, 4,096 verdi diversi e 4,096 blue diversi. Circa 69.000.000.000 (69 miliardi) di colori (4,096 Ă— 4,096 Ă— 4096).

Se impostiamo la fotocamera per la cattura a 14bit, invece dei 4,096 livelli per ognuno dei tre colori, la fotocamera può registrare 16.384 colori diversi per ogni canale. Ben 4.400.000.000.000 (4.4mila miliardi) colori (16,384 × 16,384 × 16384). E’ importante avere così tanti colori? Se si parla strettamente di colori potremmo anche rispondere no (l’occhio non potrebbe visualizzare tanti colori), ma guardiamo questo grande numero come un maggior numero di informazioni che abbiamo a disposizione per ogni livello di colore e questo equivale a un immagine migliore e più lavorabile. Il primo grande vantaggio della cattura a 14bit sta nelle transizioni di colore più morbide proprio per la grande gamma di colori disponibili, una migliore gestione di immagini in controluce e con aloni luminosi, più informazioni quando si scatta ad alti iso, passaggi luce/ombra più morbidi, cattura delle tonalità di luce più accurata, avendo molte più informazioni anche il recupero delle ombre e delle luci è agevolato.

Siamo abituati a salvare le nostre immagini in jpeg o tiff a 8bit, questo significa che partendo dal raw (che ha almeno 12bit) quando la macchina converte per noi in jpeg o tiff perdiamo tantissime informazioni. Un jpeg o tiff a 8 bit dispone di 16.7 milioni di colori che anche se tanti, risultano pochissimi rispetto ai 69miliardi dei 12 bit e una minima frazione rispetto ai 4.4mila miliardi della cattura a 14bit.

Per mantenere una “filiera” di qualità quindi, l’ideale è scattare in raw a 14bit, lavorare il file in questa modalità e quando servirà un file per la stampa utilizzare l’esportazione in tiff a 16bit (molte fotocamere possono scattare direttamente in tiff ma sono limitate a 8bit, quindi 16.7 milioni di colori). I file a 16bit possono contenere 65.563 colori diversi per ogni canale sufficienti quindi a contenere, senza perdita, le informazioni generate dall’utilizzo dei 14bit, provenienti da un file raw. Ovviamente, un flusso di lavoro di questo tipo comporta la possibilità di gestire file enormi (su una D800, i file grezzi, aperti in Photoshop, arrivano a pesare 200 MB). Ovviamente conviene utilizzare questa modalità di lavoro per file importanti e destinati alle esposizioni o alle pubblicazioni, lavorare i raw a 14bit e costituire un archivio di tiff a 16bit significa archiviare circa 5 immagini per GB. L’idea migliore, forse, è avere un preset in macchina per generare all’occorrenza, e velocemente, dei raw a 14bit, per foto veramente importanti per poi crearsi (e gestire per bene) un archivio di file raw a 14bit (un file 14bit di una D800 pesa 40/50MB, per fotocamere con meno risoluzione il peso, ovviamente, sarà sensibilmente minore) da cui poter ricominciare, quando serve un’elaborazione di qualità attraverso un TIFF a 16bit. Per gli utilizzi “normali”, ovviamente un raw compresso senza perdita a 12 bit è più che sufficiente e di sicuro molto migliore di qualsiasi jpeg.

[Articolo liberamente ispirato (e tradotto dall’inglese) al relativo capitolo su “Mastering D800” di Darrel Young]